Info piastrelle

I materiali delle piastrelle

Le piastrelle di ceramica (denominate anche "mattonelle" o "pianelle") sono materiali edilizi di finitura utilizzati per rivestire i pavimenti e le pareti. Le piastrelle sono lastre di vario formato e di dimensioni variabili (lati di lunghezza da pochi centimetri a un metro e oltre, spessori da 5 a oltre 25 mm), ottenute da impasti di argilla, sabbia e altre sostanze naturali cotte a temperatura elevata. Questo impasto di materiali definisce la natura ceramica delle piastrelle. Agli impasti viene poi data forma attraverso processi particolari di formatura, quindi vengono cotti in forni speciali ad altissime temperature (da 1000 a 1250 °C).   Le piastrelle di ceramica sono prodotti il cui impatto ambientale è inferiore rispetto ad altri materiali, grazie ad un'intensa attività di innovazione tecnologica, impiantistica e produttiva promossa dall' industria ceramica italiana. Per stabilire l'impatto ambientale della piastrella di ceramica va analizzato tutto il suo ciclo di vita, quindi le fasi comprese fra l'estrazione, la produzione di materie prime, la demolizione e la collocazione finale dei rifiuti.   La prima delle fasi analizzate è riferita all'estrazione e alla lavorazione delle materie prime impiegate nella produzione delle piastrelle. L'impatto ambientale delle cave è riconducibile da un lato alla modifica del paesaggio, dall'altro al consumo di risorse, all'emissione di polveri e alla produzione di rifiuti. La fase di produzione rappresenta il segmento principale del ciclo di vita. Gli aspetti ambientali più rilevanti associati alla fabbricazione delle piastrelle sono: le emissioni gassose, il consumo idrico e gli scarichi di acque reflue; i rifiuti/residui; i consumi energetici; il rumore.
Per ogni chilogrammo di piastrelle fabbricate vengono convogliati dalle emissioni gassose da 0,2 a 0,4 g di composti del fluoro; da 30 a 45 g di polveri; da 0,01 a 0,1 g di composti del piombo. Di questi flussi inquinanti, più del 90% viene rimosso dagli impianti di depurazione che riducono le emissioni rispettivamente a 0,02 -0,04 g di composti del fluoro; 0,2-0,3 g di polveri; 0,001- 0,01 g di composti del piombo. Il consumo idrico delle industrie ceramiche italiane è inferiore al fabbisogno, in quanto le acque reflue vengono riutilizzate nel processo produttivo, limitando l'inquinamento ambientale.

L'industria italiana del settore è anche in grado di riciclare la maggior parte dei rifiuti prodotti. I processi ceramici sono caratterizzati da notevoli esigenze energetiche. Grazie all'innovazione tecnologica e impiantistica, l'intero settore consuma oggi meno della metà di energia rispetto agli anni Settanta.

La fase successiva del ciclo di vita delle piastrelle è l'installazione finale. I materiali utilizzati per la posa e il riempimento delle fughe hanno scarsa rilevanza dal punto di vista tossicologico.

Per quanto riguarda la sicurezza, le piastrelle limitano i rischi sanitari e ambientali associati all'installazione.
La demolizione delle piastrellature conclude il ciclo di vita del prodotto ceramico. I detriti di demolizione, per natura inerti, possono essere collocati nell'ambiente senza rischi particolari. In una graduatoria di durata d'esercizio le piastrelle si pongono, inoltre, in posizione di preminenza, rispetto ad altri materiali di finitura. Una piastrellatura correttamente installata può, infatti, durare molto tempo, generando una minore quantità di detriti.

Sul mercato esistono numerosi tipi di materiali, prima di vederli singolarmente è necessario entrare in possesso di alcune nozioni basilari, utili per poter scegliere con criterio i prodotti più adatti alle proprie necessità.

 

Superficie

Le piastrelle possono avere superficie smaltata o non smaltata. Le piastrelle smaltate hanno il materiale di supporto ricoperto da un sottile strato di materiale vetroso, quelle non smaltate non presentano nessuna differenza tra superficie e supporto.
Esistono smalti di ogni tipo e gli effetti estetici che conferiscono alle piastrelle sono i più vari.
Le piastrelle non smaltate possono d’altra parte essere sottoposte a trattamenti particolari che ne modificano l’aspetto, possiamo infatti trovare piastrelle: levigate, semilevigate, lappate e satinate.

E’ importante infine prestare attenzione alla quantità di piastrelle da ordinare al momento dell’acquisto. Bisogna considerare che alcune piastrelle andranno sprecate al momento della posa (verranno tagliate, possono rompersi..) ed è utile tenersi di scorta qualche scatola per l’eventualità che si presenti la necessità anche molti anni dopo.

Il viaggio nel mondo delle piastrelle di ceramica non si conclude con l'individuazione e la scelta del tipo più adatto alle esigenze del consumatore. Colorata, smaltata o decorata, la piastrella non garantisce da sola la buona riuscita del rivestimento di una cucina, di una piazza, di un palazzo, ma risulta estremamente importante la posa.

Andiamo a visionare i tipi di posa.

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